Aria e incenso 29/02/2004 Affamate come bocche anelli di fumo, Cesellano perimetri e mura giocando; Ombre sparse pregano sul tuo volto, Piegate sugli occhi abbandonati al sonno. E la clessidra fagocita pensieri lontani; Legami al tuo essere e respirami sempre, Dentro i deserti e i miraggi voglio vivere, Pietanza ricca dei nostri viaggi distanti. Il vento ci trasporta come voce. Noi siamo suono e siamo carne. Galleggia lenza sottile e abbocca il tempo, Come pesce che non puo’ morire mai; Nel silenzio che vara i riflessi della stanza, Malinconie appese al muro mutate in risa. Non scava il mattino giacigli d’albori, Se nell’oscurità vivo perpetua al tuo stare; E nelle resine sentiamo i nostri essudati, Fuliggine che si fa nuvola per rapirci. E noi diveniamo sapore. E noi siamo aria e incenso. Roberta Vasselli Venezia, 29 Febbraio 2004